D- Siamo nel centro di Firenze, la città che nel Rinascimento è stata
costruita guardando a un ideale di perfezione dal passato, ma sempre
attraverso le invenzioni del presente.
Come è nato il progetto Sopralluoghi?
Valentina Gensini - Da una coincidenza.
Alberto Salvatori - Io sono arrivato a Firenze da due anni ed ho conosciuto Valentina
in un contesto di lavoro istituzionale - la Galleria di Arte Moderna
di Palazzo Pitti - da questo incontro come colleghi di lavoro sono
cominciate le nostre discussioni e abbiamo iniziato a farci domande,
soprattutto sulla realtà fiorentina relativa alla cultura
contemporanea, che non è molto diversa da tante altre, ma è semplicemente
il contesto in cui ci troviamo a vivere ed operare.
Ed allora è scattata
l'esigenza di chiedere a persone che noi stimiamo di tornare a portare
la loro voce in questa città.
Valentina
Gensini - Creare un circuito aperto di idee e di pensieri. Fondamentale
poi era non cominciare chiamando semplicemente grandi nomi ed imporli
acriticamente ad un uditorio che non ha facilità con l' Arte
Contemporanea.
Alberto Salvatori - Già dal titolo del ciclo, non a caso - Sopralluoghi
- abbiamo cercato di individuare una presenza che sia in qualche modo
fugace, che lasci una traccia e che non sia assolutamente assertiva
né tanto meno dogmatica.
Valentina Gensini - In questo senso abbiamo mantenuto per tutta la durata
del primo ciclo di incontri la dualità dei relatori - perché mantenere
due voci diverse su un argomento è stato immediatamente percepito
dal pubblico come desiderio non di asserire verità o di dare visioni
univoche, quanto inoltrarsi e sviscerare problematiche. In questi incontri
l’intento è stato quello di creare un dibattito vivace,
piuttosto che di trarre conclusioni
D- Una sensibilità critica al contemporaneo è sempre
esistita a Firenze.
Valentina Gensini - In questo noi abbiamo memorie anche recenti come
Il Rondò di Bacco, luogo di sperimentazione di certe avanguardie,
quindi una dimensione di fervore forte, e poi nei contatti con le generazioni
dei nostri padri, degli anni '70, con artisti e galleristi che promuovevano
la ricerca artistica nelle gallerie.
Ultimamente si è un po' persa questa tensione che è fatta
di ricerca, di condivisione e di relazione con il territorio, cosa
molto pericolosa nell'arte contemporanea, perchè se poi si percorre
una via che perde il contatto con le persone e la possibilità di
dialogare si rischia di chiudersi in una autoreferenzialità sterile.
D- Gli incontri proposti in "Sopralluoghi" rilanciano
una serie di parametri attraverso i quali noi continuiamo a conoscere
o attraverso i quali pensiamo il nostro rapporto con l'estetico...
Alberto Salvadori - Abbiamo creato un Format consapevoli di non essere
stati originali ma certo rispondente all'idea di parlare di Arte Contemporanea,
e soprattutto di vivere la cultura contemporanea in termini molto realisti,
legati ad un fare e ad un pensare che non sia ingabbiato da schemi
ma aperto ad un confronto sempre diretto e continuo…
Valentina Gensini - …e ad una dialettica. Quando si parla dell'oggi
la nostra convinzione comune molto forte è proprio questa: di
impostazione dialettica, di un confronto continuamente aperto, pronto
a rivedere le posizioni e confrontarsi appunto con dimensioni diverse.
Senz'altro l’ esigenza prioritaria è stata quella di rinnovare
il dialogo con il pubblico, tentando di non abbassare la qualità,
e affrontando in modo comprensibile temi di interesse diffuso con una
terminologia ed un approccio non esclusivamente da addetti o specialisti.
La mia opinione è che spesso sembra che manchi quella dimensione
intermedia in cui si tenta di parlare alto, ma che deve essere accessibile
anche per l'amatore e lo studente, altrimenti parlarsi addosso, come
dice Marco Scotini, diventa una modalità del contemporaneo che
noi desideriamo vivamente eludere.
Alberto Salvatori - La convinzione è che si può fare
divulgazione senza venir meno alla qualità né ai contenuti.
D- In un modo nuovo di pensare l'estetico!
Valentina Gensini - Il nostro è un lavoro a priori: non tende
a creare o rifondare modalità critiche ed estetiche, quanto
a fare una indagine preliminare nel tentativo di sondare un territorio
in modo analitico.
Non a caso il sottotitolo di Sopralluoghi è 'Indagine nel Contemporaneo'
e non riguarda strettamente le arti visive, dato che tende ad abbracciare
una realtà artistica che si intende totalizzante.
D’altro canto io sento l'esigenza di rifondare un approccio di
relazioni con la forma; per me è stato importante che Sopralluoghi
offrisse una forma di pensiero chiara ed organizzata. Come è importante
trovare negli artisti una forma coerente e consapevole del linguaggio.
Spesso la difficoltà a relazionarsi con le opere d'arte contemporanea
-ed anche con un pensiero critico relativo ad essa- deriva dal fatto
che la pretesa di adesione all'oggi - qui e ora - spesso nega l'esigenza
di una coerenza formale e di un approccio strutturato, perdendo così di
vista alcune linee fondamentali che sono del pensiero come della vita
delle forme.
Alberto Salvatori - Io non ho assolutamente una forma di pensiero estetico
e non mi interessa questo aspetto.
L'artista o il critico o il teorico utilizzano determinati strumenti
e la consapevolezza dell'utilizzo dello strumento mi sembra fondamentale;
quello che non mi interessa è l'estetica dello strumento né tanto
meno il pensiero estetico legato a quello.
Formalmente nei mercatini che allestisce Rirkrit Tiravanija non c'è nessuna
forma di ricerca estetica se non quella relazionale che si stabilisce
tra le varie componenti dell’azione e della reazione.
In questi termini io non mi sento legato ad un pensiero estetico riconducibile
ad una forma prestabilita.
E tra le manifestazioni più importanti del contemporaneo, a mio avviso,
vi sono tutti gli artisti che operano in modo ‘relazionale’ con il
pubblico o facendo diventare il pubblico stesso opera d'arte se così si
vuol definire...
Valentina Gensini - In questo ci può essere
una coerenza estetica molto forte!
Alberto Salvatori - Senza dubbio, e nel dibattito interno, questo è uno
degli argomenti di scontro e di discussione più accesi.